È stata una serata molto toccante quella che abbiamo trascorso insieme a Tina Montinaro a fine gennaio, carica di spunti di riflessione e di emozioni. Tina è la vedova di Antonio Montinaro, il capo della scorta del magistrato Giovanni Falcone, che perse la vita nella Strage di Capaci del 23 maggio 1992, insieme a Falcone stesso, a sua moglie Francesca Morvillo e ad altri due agenti della scorta, Vito Schifani e Rocco Dicillo.
La sua testimonianza ha toccato corde profonde, riuscendo a trasformare il ricordo in consapevolezza. Da oltre trent’anni, Tina gira l’Italia per incontrare i giovani e raccontare loro quello che successe in quel giorno di maggio del ’92 e nei mesi successivi, senza fermarsi alla narrazione del dolore: la sua esperienza infatti si trasforma in messaggio pubblico e impegno civile. Per tutte le ragazze presenti, il messaggio è stato chiaro: la memoria delle vittime della mafia deve essere uno strumento vivo di educazione e cambiamento; è necessario sviluppare una coscienza critica e scegliere di vivere secondi i valori della legalità, del rispetto e della responsabilità sociale. La legalità è una scelta quotidiana, che richiede coerenza, coraggio e il rifiuto delle scorciatoie e delle facili opportunità.


















